Scriviamo per destabilizzare l’immaginario specista e patriarcale, mescolando attivismo e creatività. Con i nostri libri cerchiamo di aprire spiragli multispecie e di riconnetterci all’animalità che la cultura antropocentrica ci ha imposto di negare.
Come ricercatrici indipendenti nel campo della liberazione animale, crediamo che la scrittura possa essere una forma di attivismo oltre che di elaborazione teorica.
Per questo, attraverso saggi, racconti e interventi pubblici, esploriamo i legami tra umani e animali, tra potere e resistenza, tra linguaggio e liberazione.

Il Toro di Wall Street è il monumento più fotografato di New York dopo la Statua della Libertà, ma dietro la sua immagine si intrecciano arte, capitalismo e corpi animali. Nella notte del 15 dicembre 1989 Arturo Di Modica, un artista siciliano, lo installa clandestinamente e da allora milioni di turisti lo fotografano, lo toccano, lo trasformano in un mito. Intorno a lui nascono altre opere (tra cui un cane, un gorilla e una bambina), proteste e battaglie legali. Anche il movimento Occupy Wall Street ne fa il proprio bersaglio simbolico.
Ma in tutto ciò il toro in carne e ossa è scomparso. Questo libro lo riporta al centro: chi è davvero il toro? Da dove nasce il suo potere ancestrale, legato a forza, fertilità e prosperità, capace di coinvolgere persino l’economia globale?
Perché è stato divinizzato, poi sacrificato, castrato, ucciso nelle corride e infine sfruttato negli allevamenti? Un viaggio tra arte, storia e liberazione animale che smaschera il nostro devastante antropocentrismo, reso visibile persino in una delle sculture più famose del mondo.
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